BRILLIANT 93082
(11CD)
DDD 677:21
* * * * *
L´ascolto
dell´integrale dell´opera clavicembalistica di Couperin, ventisette suite (ordres)
racolte in quattro libri publicati tra il 1713 e il 1730, che la Brilliant
offre in uno dei suoi cofanetti a basso prezzo, permette di mettere ben a fuoco
la figura del grande compositore francese, organista alla corte di Luigi XIV.
Couperin (1668-1733), infatti, si rivela non soltanto il poeta della malinconia
e dell´umor nero, ma anche della gaiezza, in raffinate pagine da salotto ora
piene di vitalità ora di ricercati artifici sentimentali.
L´eleganza appare
il filo conduttore dell´interpretatzione di Michael Borgstede, capace di
muoversi con arte consumata attraverso i circa duecentocinquanta pezzi di
questo corpus clavicembalistice (nell´Allemande del 9º ordre, per due
clavecembali, viene affiancato da Haru Kitamika, nel 24º ordre fa una breve
apparizione il violista da gamba Joshua Cheatham), tra rigore filologica e
fantasia inventiva. Borgstede si dimostra particolarmente abile nel realizzare,
secondo i detami della prassi autentica, la complessa trama delle fioriture di
Couperin, presenti non solo nelle forme tradizionalemente abbellite come
sarabande e passacaglie, ma anche nelle gighe (si veda la Giga dell´8º
ordre).
Raffinato e
attento a ogni sfumatura nelle pagine più levigate ed eleganti, Borgstede
d´altro canto coglie tutta la vitalità delle pagine più scopertamente
descrittive, come La Triomphante (10º ordre) e Les Tambourins (20º ordre),
affrontate con piglio vivace, oppure la vivacissima L´Espagnolète, in cui il
rifecrimento, per quanto ideale, alle Spagna offre il destro per una scrittura
estremamente brillante.
Nel complesso,
però, gli spunti descrittivi sono rari: quella di Couperin è un´arte rarefatta,
stilizzata ed elegante. Alle nostre orecchie si dischiude un giardino di
delizie musicali, disposte secondo i principi – tutti barocchi – della varietà
e della stravaganza. È il fraseggio ad esprimere la ricchezza di inflessionie
che per l´esetica barocca e settecentesca deve caraterizzare la musica
strumentale, quasi fosse un linguaggio parlato.
Nasce da questa
premessa il fraseggio mosso – tutto scatti, esitazioni e riprese – di
Borgstede. Il ritmo subisce di continuop minime oscillazioni, anche nelle
danze, dove solitamente dovrebbe mantenersi più regolare (si ceda la Passepied
del 2º ordre). Questo trattamento del ritmo è tipico della scuola filologica
e rappresenta la differenza più evidente tra un clavicembalista come Borgstede
ed una pianista come Angela Hewitt (crf. Numeri 157 e 173 di MUSICA), che pure
è somma interprete di Couperin. Attentissima a ricreare un suono raffinato e
stilizzato, la Hewitt del Settecento tende a dare un´immagine astratta, mentre
Borgstede si rivela più naturale. La differenza non è tanto negli stacchi di
tempo, che possono essere più lenti o più veloci a seconda dei brani e della
sensibilità individuale, quanto nella natura del fraseggio, un fraseggio – come
abiamo visto – frastagliato, fatto di infinite sfumature. Lo dimostrano una
pagina come La Distraite (16º ordre), ma anche una pagina più delicata
come La Séduisante (9º ordre), animata communque de minime fluttuaszioni
agogiche.
In questo universo sonoro prezioso e raffinato
non c´è spazio per l´esibizione tecnica fine a se stessa: anche nelle pagine
più mosse e virtuosistiche, come Les Baccanales (4º ordre), non vengono
mai meno la misura e l´eleganza. Delle pagine più intime e riservate, invece,
Borgstede coglie l´umbratile malinconia in un fraseggio di rara bellezza (si
veda il celebre Le Rossignol en amour, nel 14º ordre). Aviene
soprattutto negli ultimi ordres, dove l´arte di Couperin si fa ancora più
intima e rarefatta fino quasi alla rassegnazione in brani di straordinaria
intensità espressiva, come la Sarabande del 24º ordre e Les Ombres
Errantes (25º ordre), che Borgstede rende con estreme misura, senza
indulgere ad un facile sentimentalismo.
Ottima, infine, è
anche la qualità della registrazione, effettuata tra il 2004 ed il 2005 su
copie moderne di un clavicembalo Ruckers del 1638 e di un clavicembalo Hemsch
del 1754, con un´accordatura non equabile e il La a 392 Hz.